Dhruv è un nome maschile indiano, derivato dal sanscrito *dhruva* che significa “costante” e si riferisce alla Stella Polare, simbolo di stabilità e orientamento.
Dihen Nithisha, nome ebraico‑sanscrito, fonde la generosità ebraica “donare” con la regalità eterna sanscrita, evocando l’immagine del “dono dell’eternità”.
Diljit Nicolas è un nome che fonde l’origine Punjabi “cuore vittorioso” con il greco “vittoria del popolo”, incarnando forza interiore e spirito comunitario.
Diljot è un nome di origine indiana, particolarmente comune tra i Punjabi, che unisce “dil” (cuore) e “jot” (luce), per indicare la “luce del cuore” o “splendore che illumina l’animo”.
Dilraaj è un nome indiano di origine sanscrita, composto da “Dil” (cuore/amore) e “Raaj” (re/regno), il che significa letteralmente “re del cuore” o “colui che regna sull’amore”.
Dilraj è un nome maschile indiano, diffuso tra i Sikh e punjabi, che unisce “Dil” (cuore) e “Raj” (re), evocando l’idea di “regnante del cuore” e di equilibrio tra sentimento e autorità.
Dilraj Singh, nome tipico del Punjab, unisce “Dilraj” (cuore + regno) a “Singh” (leone), per significare “re del cuore” e simboleggiare coraggio e leadership Sikh.
Dilsanjh è un nome sikh del Punjab, frutto del persiano *Dil* (cuore) e del sanscrito *sanjh* (pensiero), che significa “pensiero del cuore” o “contemplazione del cuore”.
Dilvanshdeep è un nome indiano sanscrito che unisce “Dil” (cuore), “Vansh” (discendenza) e “Deep” (lampada), per significare “la luce del cuore della stirpe”.
Dinuk Angelo è un nome che unisce la cultura sinhalese, con Dinuk che significa “portatore di luce”, e l’italiano Angelo, “messaggero”, per evocare un messaggero illuminato.
Il nome proprio Diti è di origine indiana e significa letteralmente "abbondanza" o "ricchezza". Era il nome della dea dell'abbondanza e della fertilità nella mitologia indiana ed era anche la moglie di Daksha, uno dei più importanti déi della creazione secondo la mitologia hindù.
Divanshi è un nome indiano di origine sanscrita, derivato da *divya* (“divino”) + suffisso *‑shi*, che significa “parte della divinità” o “dono divino”.
Divya è un nome femminile indiano, derivato dal sanscrito *divya* che significa “divino”, “celestiale” o “splendente”, evocando la luce interiore e la saggezza.
Il nome **Diyon Nethuka** fonde il greco antico *Dionysios* “divino” con il sanscrito *nethuka* “guida”, esprimendo l’idea di “la guida divina” o “autorità illuminata”.
**Dona Aradhana Yashodhara** è un nome che fonde il latino *donum* “regalo”, il sanscrito *aradhana* “offerta, devozione” e *yashodhara* “portatrice di gloria”, evocando l’idea di una donatrice di devozione che porta onore.
Dona Sulaksha Mandakini è un nome di origine indiana che significa "Signora della Purezza del Mare", simboleggiando nobiltà, purezza e bellezza naturale.
Druven Singh è un nome che fonde l’ipotetica forza o evoluzione di **Druven**, con radici scandinave o indiane, al cognome Sikh **Singh** («leone»), simbolo di coraggio e identità globale.
Duleesha Dahamdi è un nome indù‑arabo che unisce il significato sanscrito “portatore di doppia gioia” con il cognome arabo “di Daham”, riflettendo così un’eredità culturale misto.
Dylana Eleonora Perera: nome di origine multiculturale, con Dylana di origini indiane che significa "ricca e abbondante", Eleonora di origini italiane che significa "luce della luna" e Perera di origini spagnole che significa "figlio di Pedro".
Dylon Aravinda è una combinazione di un nome gaelico‑francese “forte” con un sanscrito “loto blu”, un simbolo di purezza e rinascita, che evoca forza e spiritualità.
Egon, nome di origine germanica derivato dal termine *Eg* “spada”, è stato introdotto in India nei periodi coloniali europei e oggi rimane un nome raro ma riconosciuto per la sua forza e il suo legame culturale internazionale.