Nomi femminili e maschili che iniziano con la lettera “H”..



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Harsh è un nome sanscrito che significa “gioioso”, “felice” o “allegro”.
Harsha è un nome indiano, derivato dal sanscrito *harṣa*, che significa “gioia”, “allegria” e “soddisfazione”.
Harshan è un nome maschile indiano, derivato dal sanscrito *Harsha* e significa “colui che porta gioia e sorriso”.
Harshanbir è un nome indiano originario del Punjab, derivato dal sanscrito *Harsha* (gioia) e dal punjabi *bir* (forza), che significa “colui che porta gioia con forza”.
Harshita, nome femminile di origine sanscrita, significa “colui che porta gioia” o “piena di felicità”, diffuso in India e oltre.
Harshiv, nome indù di radici sanscrite, unisce “Har” (colui che prende) e “Shiv”, e significa “colui che porta la luce di Shiva” o “gioia e benevolenza”.
Harshveer è un nome maschile indiano, formato dal sanscrito *harsh* (gioia) e *veer* (valoroso), che significa “cavaliere gioioso” e si diffonde soprattutto tra i Punjabi e i devoti dello Sikhismo.
Harshvi è un nome indiano di origine sanscrita, che significa “colui che porta gioia”.
Il nome Harsidak ha origini hindù e significa "colui che ha la vittoria come obiettivo", rappresentando un ideale di successo e trionfo nella cultura indiana.
Harsidak Singh è un nome indiano del Punjab, che unisce “Harsha” (gioia) con “da” (dare) per “colui che dona gioia” e “Singh” (leone), simbolo di forza e nobiltà sikh.
Harsifat è un nome di origine arabo‑persiana, derivante dalla radice ḥ‑r‑s, che significa “verità” o “onestà”.
Harsift è un nome di origini indiane che significa "colui che è forte come il sole".
Harsimar è un nome antico, attestato nel XIV secolo, che unisce le radici indoeuropee “Har” (forza) e greche “simar” (segno/protezione), significando “colui che sostiene e custodisce” o, poeticamente, “custode della luce e dell’ordine”.
Il nome Harsimar ha origini indiane e significa "sole".
Harsimran è un nome sikh del Punjab, che fonde “Hari” (divino) e “simran” (ricordare), significando “chi ricorda il divino”.
Harsimran è un nome punjabi, composto da “Hari” (il divino) e “Simran” (ricordare), e significa “ricordare il divino” o “essere in continuo pensiero di Dio”.
Har Simrat è un nome punjabi che unisce “Har”, divinità, e “Simrat”, derivato da “simran” (ricordare/meditare sul divino), perciò significa “ricordare il divino” o “essere ricordato dalla divinità”.
Harsimrat, nome punjabi Sikh, unisce “Har” (Dio) e “Simrat” (memoria), significando “ricordatore del Signore”.
Harsirat è un nome indù moderno, derivato dal sanscrito *harṣita* che significa “felice, colmo di gioia”, e si interpreta come “colui che porta o è portatore di grande felicità”.
Harsuhaan, nome indiano di origine sanscrita, significa “pieno di gioia” (Harsha + ‑hān) ed evoca un’esistenza serena e appagata.
Hartaaj è un nome arabo, derivato dalla radice ḥ‑r‑t che significa “supplicare, chiedere”, e tradizionalmente inteso come “colui che supplica” o “cercatore di benedizioni”.
Hartaj è un nome arabo derivato dalla radice ḥ‑t‑j, che significa “necessario” o “essenziale”, e ha attraversato secoli dal Medio Oriente fino all’Italia.
Il nome Hartegh Kaur, di origine punjabi, fonde “hart” (cuore) e “tegh” (forza) per indicare “cuore coraggioso”, mentre “Kaur” (princesa) segna l’emancipazione femminile nella tradizione Sikh.
Hartej è un nome maschile indiano, diffuso tra i sikh e i punjabi, che unisce *Har* (Dio, in particolare Shiva) e *jit* (vittoria), e significa “vittoria di Dio” o “conquista in nome di Har”.
Hartlyn Nhyira unisce l’originario anglosassone *Hartlyn*, simbolo di forza e cervo, con l’Akan *Nhyira*, che significa benedizione, per un nome che incarna forza e grazia.
Haru è un nome di origine giapponese che significa "primavera" e rappresenta la bellezza, la speranza e il cambiamento positivo.
Il nome *Haru*, derivato dal giapponese 春, significa “primavera” e simboleggia rinascita e speranza.
Harue è un nome femminile giapponese, derivato dal kanji 春 (haru) “primavera”, con varianti come 春枝, 春恵 o 春絵 che richiamano rinascita, freschezza e speranza.
Haruki Arturo è un nome che unisce l’origine giapponese di *Haruki*—che evoca la primavera, la luce e la crescita—con la radice latina‑italiana di *Arturo*, simbolo di forza, saggezza e eroe.
Haru Matei fonde il giapponese “Haru” (primavera, rinascita) con il cognome ebraico Matei, “dono”, creando un’identità bilingue di rinnovamento e generosità.
Harun, nome di origine semitica, è la variante araba dell’ebraico Aaron e significa “montagna”, simbolo di solidità e stabilità.
Haruna è un nome giapponese femminile che, con i kanji 春+na, significa “bellezza primaverile”, e in alcune culture Hausa è la variante araba di Harun, che vuol dire “alto”.
Haruun, variante latina di Harun, deriva da parole ebraiche e arabe che significano “alto” o “eccelso”, evocando l’elevazione sia fisica sia spirituale.
Harveen è un nome indiano, derivato dal punjabi e dal sanscrito, che fonde “Har” (il Divino) e “Veen” (strumento musicale), per indicare “strumento o devoto della musica divina”.
Harveer è un nome maschile indiano, di tradizione punjabi Sikh, che unisce “Har” (Dio) e “Veer” (valente), significando approssimativamente “eroe di Dio”.
Harvey è un nome anglosassone derivato dal bretone **Haer‑vi** (battaglia + forte), che significa “forte nella battaglia” o “coraggioso nella lotta”.
Harvey Ilyan è un nome composto che fonde la radice anglosassone *Harvey*—“amico della battaglia”—con l’ebraico *Ilyan*, “albero”, simbolo di crescita e solidità.
Harvey Iredia è un nome che unisce l’origine celtica “generosità luminosa” con la radice latina di “camminare con determinazione”.
Harvey Maria è un nome composto che unisce, da una parte, l’origine gallica di *Harvey* – “battaglia, forte, resistente” – e, dall’altra, la forma latina di *Marius* (*Maria*), legata al “mare” o al dio Marte, connettendo forza anglosassone e tradizione culturale universale.
Harvey, nome gallo‑bertonico derivato da *Haervel*, significa “spirito della battaglia” ed evoca forza e determinazione.