**Carmina**
Originario del latino *carmen* (canto, lirica), il nome Carmina si presenta come una forma femminile derivata dal termine che designava la poesia o la canzone in epoca romana. In latino il sostantivo era generalmente singolare, ma la sua forma plurale *carmina* è stata adottata come nome proprio, conferendogli un suono etereo e poetico.
Nel corso dei secoli la diffusione di Carmina è stata piuttosto limitata: compariva occasionalmente nei registri civili dell’Italia centrale e meridionale a partire dal Medioevo, ma rimaneva soprattutto un nome di uso sporadico e spesso regionale. Durante il Rinascimento, grazie all’interesse per i classici greco‑latini, il nome ha guadagnato un rinnovato fascino tra le famiglie colte, soprattutto nelle zone collegate alla cultura umanistica.
Nel XIX secolo, con la Rivoluzione Industriale e l’espansione delle scuole elementari, si è assistito a un leggero aumento della sua popolarità, ma il nome rimaneva comunque poco comune rispetto ad altre denominazioni italiane. Negli anni '70 e '80, grazie al boom della cultura pop e al crescente interesse per i nomi d'origine classica, Carmina ha avuto un breve risveglio, soprattutto tra le famiglie che cercavano alternative originali ma ancora radicate nel patrimonio linguistico italiano.
Oggi Carmina è considerato un nome di nicchia, ma conserva la sua eleganza e il richiamo alla tradizione latina. La sua struttura fonetica, con le vibrazioni della "c" dolce e la terminazione in “-a”, lo rende facile da pronunciare in molte lingue, contribuendo alla sua diffusione in contesti internazionali, pur mantenendo un forte legame con l’identità culturale italiana.
Le statistiche sul nome Carmina in Italia mostrano che ci sono state 2 nascite nel 2000 e 1 nascita nel 2023, per un totale di 3 nascite complessive in Italia.