**Baldur** è un nome di origine norrena, la cui radice è strettamente collegata alla mitologia scandinava. Derivato dal termine antico *baldr*, a sua volta probabilmente evoluto dal proto‑germanico *baldr*, significa “luminoso”, “splendente” o “brillante”. Alcuni studiosi lo associano anche a *balaz*, “coraggioso” o “audace”, sottolineando così la forza di luce che il nome evocava.
Nel contesto delle leggende nordiche, Baldur è la divinità dei colori e della bellezza, venerata per la sua purezza e la sua incandescente giovinezza. Il suo nome è quindi intriso di connotazioni di luminosità e purezza, elementi che si riflettono nella scelta del nome per persone o personaggi storici.
Il nome ha avuto ampia diffusione in Scandinavia, soprattutto durante l’epoca vichinga, dove era comune sia come nome proprio sia come parte di nomi composti. In epoca medievale è apparso nei registri delle crociate e nei documenti notarili, dimostrando la sua presenza anche in contesti religiosi e civili. Nel Rinascimento, alcuni studiosi e poeti hanno citato Baldur nei loro scritti, facendo riferimento al personaggio mitologico per enfatizzare l’aspetto “luminoso” di opere letterarie.
Oggi, sebbene il suo uso sia meno frequente rispetto al passato, il nome Baldur continua a comparire in Scandinavia, in Germania e in alcune comunità italiane, soprattutto in contesti culturali e genealogici. Rimane un simbolo della tradizione norrena, un nome che richiama la luce e la purezza di un antico mito.
Il nome Baldur è comparso solo due volte tra i nomi dei bambini nati in Italia nel 2022. In generale, il nome Baldur non è molto diffuso in Italia, con un totale di sole due nascite registrate fino ad ora.