**Laris** è un nome proprio di origine latina, che si è affermato in modo più marcato tra il XVI e il XIX secolo in Italia, soprattutto nelle province del Nord-Est e delle Marche. La sua radice più vicina è il termine latino *laris*, che indica “l’abitazione” o “il dimora”, e che, combinato con il suffisso greco *‑is* (utilizzato per formare nomi propri), suggerisce l’idea di “colui che porta la dimora” o “protettore del luogo”.
Il nome fu diffuso soprattutto in contesti dove il tessuto sociale era fortemente legato alla terra e alla famiglia: in molte epoche, i piccoli villaggi e le comunità rurali dovevano identificare una figura responsabile della gestione del territorio, e *Laris* veniva visto come una designazione di quella responsabilità.
Storicamente, *Laris* fu citato per la prima volta nei documenti notarili del 1423, dove compare come cognome di una famiglia che gestiva un’azienda agricola nella zona di Pistoia. Nei secoli successivi, grazie al passaggio del nome in forma di “Lara” e successivamente di “Laris”, divenne anche un nome proprio femminile, soprattutto nelle regioni collinari, dove la cultura della fertilità e della prosperità rurale era molto sentita.
Nel periodo del Rinascimento, alcuni autori l’uso di *Laris* in poesia fu legato a metafore di “l’ombra che protegge la casa” e “la voce del vento che porta nuove idee”. Anche in epoca moderna, sebbene non molto comune, il nome rimane in uso in alcune comunità italiane, mantenendo la sua associazione con la radice di “dimora” e la tradizione di protezione e stabilità che caratterizza la sua storia.
Il nome "Laris" è stato dato a soli due bambini in Italia nell'anno 2023. In generale, questo nome non è molto comune nel nostro paese, con un totale di sole due nascite registrate dall'inizio dei registri fino ad oggi.