**Anastacya** è un nome femminile che trae origine dal greco antico “ἀναστάσις” (*anastasis*), termine che significa “risurrezione” o “risveglio”. La radice “ἀνά” (*ana*) indica “su” o “in alto”, mentre “στάσις” (*stasis*) è “stazione” o “posizione”; l’unione, quindi, indica il passaggio dallo stato di morte alla vita, o più in generale un nuovo inizio.
Il nome è entrato in uso con la diffusione del cristianesimo, grazie anche al cultos della s. Anastasia di Rodi, veneratede per la sua martire e per la leggenda della sua “risurrezione” spirituale. A partire dal VI secolo, “Anastasia” si diffonde in tutto il mondo cristiano, assumendo varie forme: in russo “Анастасия” (*Anastasiya*), in polacco “Anastazja”, in francese “Anastasie”, in tedesco “Anastasia”, in inglese “Anastasia”.
Nel Medioevo e nei secoli successivi il nome divenne popolare tra la nobiltà europea, specialmente nella Russia zarista, dove figure come l’Imperatrice Anastasia Romanova (1855‑1894) portarono ulteriormente il suo uso. Nel XIX‑centro XX secolo, la presenza di “Anastacya” o “Anastasia” in letteratura e opera teatrale contribuì a renderlo un nome di classe, ma non di dominio comune.
Oggi “Anastacya” è ancora considerato un nome classico, apprezzato per la sua eleganza storica e per la profonda connotazione di rinascita che porta con sé. La sua etimologia greca e la lunga storia culturale lo hanno reso un nome di valore in molte lingue, pur mantenendo la sua essenza originale e universale.
Il nome Anastacya è stato utilizzato per la prima volta in Italia nel 2023, con una sola nascita registrata durante quell'anno.