**Hashem**
Il nome Hashem (in arabo: حاشِم) nasce da un radice semitica che indica l’azione di tagliare o rimuovere. In arabo il termine si è sviluppato con il significato di “colui che taglia via”, riferendosi soprattutto alla tradizione narrata nell’Antico Testamento e nel Corano, dove Abramo è descritto come il “colui che sministra” un pezzo di carne per il sacrificio.
Originariamente era un appellativo di onore rivolto a chi compie un gesto di sacrificio o di protezione; nel corso dei secoli è stato adottato sia come nome proprio sia come cognome. La famiglia reale dei Hashemite, originaria del clan di Abramo, ha reso il nome particolarmente celebre in Medio Oriente. Monarchi come Re Hussein e Re Abdullah, insieme a figure pubbliche di rilievo, hanno portato questo nome su scala internazionale.
Nel Medioevo e nell’era ottomana il nome era diffuso tra i musulmani di varie comunità: egizi, persiani, arabi e persino in India, dove spesso veniva traslitterato come “Haseem” o “Hassim”. In epoca moderna, Hashem è stato assunto anche da alcune famiglie cristiane in Israele e in diaspora, dove la sua etimologia si collega al concetto di “rimuovere il male” o “purificare”.
Il nome è quindi un ponte tra le tradizioni religiose e culturali del Medio Oriente, testimone di un passato che fonde miti, sacralità e storia di potere.
In Italia, il nome Hashem è comparso solo due volte tra i nomi dei bambini nati nel 2023. Questo significa che, a partire dal 2023, ci sono state in totale due nascite con questo nome. È interessante notare che, nonostante la sua rarità, il nome Hashem è ancora presente nella società italiana contemporanea.