**Romi** è un nome di origine latina che risale al periodo dell’Antica Roma.
Il suo fondamento etimologico è il sostantivo *Romanus*, che indicava un abitante della città di Roma o, più in generale, un cittadino dell’Impero. Da *Romanus* si è evoluto un cognome e, successivamente, un nome proprio. Nel corso dei secoli, la variante **Romi** si è diffusa soprattutto in Italia, ma ha avuto anche una presenza significativa in altre regioni europee, dove era spesso una forma abbreviata o affettuosa di *Romualdo* o *Romuald*.
Nel medioevo il nome è comparso in diversi documenti notarili, soprattutto nelle regioni settentrionali d’Italia, dove la cultura romanica era fortemente radicata. Con l’avvento del Rinascimento, **Romi** è stato adottato da alcune famiglie nobile, spesso per sottolineare la loro vicinanza ai valori della civiltà romana, simbolo di cultura, ordine e stabilità.
Il XIX secolo ha visto una rinascita dell’interesse per la tradizione antica, e il nome ha mantenuto una presenza stabile, seppur non molto comune. Oggi è considerato un nome breve e d’impatto, apprezzato per la sua semplicità e per l’associazione indiretto con la storia e la cultura del Mediterraneo.
La storia di **Romi** si intreccia con quella dell’Europa, soprattutto con le civiltà romane, e continua a rappresentare una scelta di nome che evoca, anche senza parole, la ricca eredità culturale dell’Impero.
Il nome Romi è comparso due volte tra i nomi dei bambini nati in Italia: una volta nel 2022 e un'altra nel 2023. In totale, ci sono state due nascite con il nome Romi nell'arco di questi due anni.