**Zohra** è un nome di origine araba, diffuso soprattutto nelle comunità musulmane dell’Africa settentrionale, del Medio Oriente e del Sud‑est asiatico. La sua radice è la parola arabo‑mu’assimata *zuḥrā* (زُهْرَة), che significa “luna” o “splendente”, “luminoso”. È anche il termine con cui l’arabo indica il pianeta Venere, perché questo corpo celeste è considerato la “luna più luminosa” del cielo notturno.
Nel corso della storia, Zohra è stato adottato sia come nome femminile che, in alcune tradizioni, come variante maschile. In epoca medievale, con l’espansione del mondo islamico in Spagna (Al‑Hispània) e in Sicilia, il nome si è introdotto anche in cultura latinitica, dove veniva spesso traslitterato con la forma “Zuhra” o “Zohra”. Nella poesia persiana e nella letteratura ottomana, Zohra è stato celebrato come simbolo di luce e purezza, e molte figure letterarie portavano questo nome.
Durante il XIX e XX secolo, l’uso di Zohra si è diffuso nelle comunità di origine araba in Europa e in America, dove spesso è stato adottato con la stessa pronuncia o con leggere variazioni fonetiche. Oggi, oltre a essere un nome popolare in paesi come Marocco, Algeria e Tunisia, è noto in Italia grazie alla presenza di comunità immigrate e alla curiosità per la cultura araba.
In sintesi, Zohra è un nome che racchiude un ricco patrimonio linguistico e culturale, portando con sé l’idea di luce, splendore e connessione con il cielo stellato.
Il nome Zohra è stato scelto per un totale di 45 bambini in Italia dal 2000 al 2023. Nel corso degli anni, il numero di nascite con questo nome ha oscillato: sono state registrate 7 nascite nel 2000 e nel 2015, 6 nel 2008, 8 nel 2010, 9 nel 2013, 3 nel 2022 e 5 nel 2023. Despite the fluctuations in popularity over time, it is still a name chosen by parents for their children today.