**Rumi – Origine, significato e storia**
Il nome *Rumi* ha origini antiche e si è diffuso in diverse culture del mondo. Deriva dal termine persiano *rūm*, che indica “romano” o “di Roma”. Questo, a sua volta, proviene dal greco *Rhomaíos* e, infine, dal latino *Romanus*. In epoca persiana e ottomana, *Rumi* era un cognome o un epitetto usato per designare le persone provenienti dal territorio dell’Impero Romano d’Oriente (l’Byzantium) o per indicare gli abitanti delle terre d’Europa occidentale.
Nel contesto persiano, il nome fu reso celebre dal poeta e mistico Jalāl al‑Ḥusayn Muhammad Rūmī (1207‑1273), noto semplicemente come Rumi. Sebbene il suo nome “Rumi” fosse un appellativo che evidenziava la sua cittadinanza rumena (cioè romana), l’eredità letteraria e spirituale di questo personaggio ha favorito l’uso del termine come nome proprio in molte regioni.
Nel corso dei secoli, *Rumi* è stato adottato come nome di battesimo o di data in diversi paesi: in Turchia è un nome comune sia maschile che femminile, in Arabia e in paesi di lingua araba è usato soprattutto in forma di cognome, mentre in Italia e in altri paesi europei è occasionalmente scelto come nome originale e internazionale.
In giapponese *Rumi* è un nome femminile completamente indipendente, la cui scrittura con kanji può variare (es. るみ, 瑠美, 琉美, 優実, etc.) e il cui significato dipende dai caratteri scelti. In questo caso la parola è una mera fonetica e non ha collegamento con l’origine persiana.
In sintesi, *Rumi* è un nome che nasce dall’epigrafia delle “Romanesi”, ha attraversato i secoli grazie alla fama di un grande poeta e si è adattato a molteplici lingue e culture, mantenendo però la sua radice etimologica che lo lega all’idea di “romano” o di “da Roma”.
In Italia, il nome Rumi è stato scelto per soli 8 bambini dal 2022 al 2023. Nel corso di questi due anni, ci sono state un totale di 6 nascite nel 2022 e altre 2 nel 2023.