**Neith** è un nome di origine egizia, ereditato dalla leggenda della dea omonima.
Il termine egiziano *nwt* è stato interpretato come “la che dà” o “l’illuminata”, riferendosi alla dea della guerra, della tessitura e della saggezza. In questo contesto il nome può essere letto come “l’una che porta” o “l’una che dona”, un’immagine di potere e creazione.
La figura di Neith è citata fin dal periodo Predinastico, quando era venerata a Naqada e in seguito a Thinis, ed è apparsa in molte iscrizioni funerarie, in monumenti di faraoni e in antichi testi sacri. La dea, spesso rappresentata con una falce o con l’arco e la freccia, era considerata un pilastro della civiltà egizia: la difesa delle mura, la protezione delle popolazioni, la custodia delle abilità artigianali.
Nel corso dei secoli, il nome Neith è stato trasmesso come onore alla divinità, utilizzato soprattutto tra le famiglie che cercavano di mantenere i legami con le radici egizie. Con l’avvento dell’ebraismo cristiano in Egitto, il nome perse temporaneamente la sua diffusione, restituendosi però in epoche più recenti, soprattutto in ambiti di studio storico‑religioso o nelle comunità che apprezzano la storia antica.
Oggi Neith è un nome poco comune, ma viene scelto da chi apprezza le radici storiche e la ricca simbologia della civiltà faraonica. Sebbene non sia più usato con la stessa frequenza del passato, conserva un fascino intramontabile, testimone di una delle culture più leggendarie della storia.
In Italia, il nome Nokokrou Amira è stato scelto per un solo bambino nato nel 2023. In generale, questo nome non è molto diffuso in Italia, con un totale di sole una nascita registrata finora. Questo dimostra che si tratta di un nome piuttosto insolito e unico per i bambini nati in Italia.