**Shadi** è un nome di origine araba, molto diffuso nei paesi a lingua araba e nei contesti culturali del Medio Oriente e dell'Asia centrale. Deriva dal verbo *shadad*, che significa “essere felice” o “sorridere”, da cui il sostantivo *shādī* “felice, gioioso”. La radice latina *shad* (sotto forma di “joy”) non è collegata, ma la similarità con la parola italiana “shad” (inteso come “shad” in fisico) è mera coincidenza fonetica.
In arabo, **Shadi** è usato sia come nome proprio maschile sia femminile, spesso in combinazione con altri elementi (ad es. Shadi Farid, Shadi El-Hajj). La sua popolarità è aumentata nei decenni recenti grazie alla diffusione di personalità pubbliche e artisti di lingua araba. Nella cultura persiana e turca, la forma **Şadi** (con la cediglia “Ş”) mantiene lo stesso significato di “felice” e trova impiego anche come cognome.
La storia di Shadi risale a tempi antichi: documenti arabi del XIII secolo riportano l’uso di “Shādī” come titolo onorifico per i poeti e i saggi, che evidenziava l’aspirazione alla gioia e alla serenità interiore. Nel Medioevo, in alcune tradizioni elleniche e bizantine, si trovano iscrizioni con forme simili, indicanti una trasmissione culturale attraverso i confini mediterranei.
In Italia, il nome è relativamente raro ma presente in comunità di immigrati arabi, persiani e turchi. Nella lingua italiana, **Shadi** si pronuncia /ʃadi/ con la “sh” sonora tipica dell’arabo. È spesso scritto con l’“sh” inglese per mantenere l’originale fonetica.
In sintesi, Shadi è un nome che evoca la felicità e l’allegria, radicato nella tradizione araba e con una presenza internazionale che attraversa diverse culture linguistiche.
Le nome Shadi è comparso per la prima volta in Italia nell'anno 2000 con due nascite registrate. Nel 2023, solo un bambino chiamato Shadi è nato in Italia.
In totale, dal 2000 al 2023, il nome Shadi è stato scelto tre volte come nome di battesimo per i bambini nati in Italia.